Clorofille – mostra di Marco Besana a Mariano Comense

Si apre sabato 12 maggio a Mariano Comense una interessante mostra del nostro amico Marco Besana  dal titolo “Clorofille“. Attraverso una serie di foto trasognanti, Marco ci interroga su una delle relazioni cruciali dei nostri tempi e della nostra “civiltà”, quella fra natura e cemento; quest’ultimo inteso nella ambivalente veste di fonte di inquinamento e veicolo della creatività e ingegno umano.

Vernissage: sabato 12 maggio alle ore 17:00

“Il termine ‘clorofille‘ è relativamente giovane. Fu infatti inventato nel 1817 da due chimici francesi per definire il pigmento verde contenuto nelle piante con l’importantissima funzione di operare la fotosintesi clorofilliana.

Fotosintesi e Fotografia hanno in comune la luce (photos) come elemento fondamentale e senza il quale non avrebbero vita.

Nel mondo sempre più urbanizzato di oggi, nascono e crescono metropoli in cui le architetture sono avveniristiche ma le città sostituiscono la clorofilla con cemento e inquinamento.

L’uomo dovrebbe porsi l’obiettivo di compensare questa perdita con la creazione di nuovi spazi verdi dove poter estendere i propri limiti sensoriali respirando aria pulita, osservando i colori vividi dei fiori, toccando e assaporando i frutti della terra.

La ricerca fotografica qui esposta vuole essere un invito a cercare un equilibrio tra ciò che la natura ci dona e quello che l’uomo illuminato è in grado di realizzare con la sua creatività, sentendosi parte di essa, dando il meglio di sé per sbocciare a sua volta.

  Marco”

Donato / GPH

Parco botanico e giardino delle orchidee – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Il giardino botanico di Singapore, ed in particolare la zona dedicata alle orchidee, è un must di questa città così sorprendente, anche per chi non è un patito delle piante e dei fiori: si possono trovare delle varietà impensabili ed una concentrazione di colori pazzesca comunque affascinanti. Ed il tutto sempre contornato da una pulizia impeccabile e da una maniacalità impressionante di chi lavora per proporre al pubblico nel miglior modo possibile quello di cui si sente più che fiero: uno spettacolo difficilmente ripetibile! Ma il concetto è secondo me applicabile a qualunque attività – pubblica o privata – qui presente: è proprio una questione di cultura ed approccio al lavoro, ben diverso da quello a cui siamo abituati in Italia nella maggior parte dei casi. Certo, tanto per fare un esempio, tutta un altra storia rispetto al Giardino degli Iris fiorentino, di cui ho parlato in passato: lì mi sono trovato si davanti a fiori bellissimi, ma contemporaneamente anche davanti ad un giardino per nulla curato. E ne conseguì una sensazione di generale abbandono invece che di qualcosa di cui essere fieri e di cui poter magnificare.

Alessandro / GPH