Clorofille – mostra di Marco Besana a Mariano Comense

Si apre sabato 12 maggio a Mariano Comense una interessante mostra del nostro amico Marco Besana  dal titolo “Clorofille“. Attraverso una serie di foto trasognanti, Marco ci interroga su una delle relazioni cruciali dei nostri tempi e della nostra “civiltà”, quella fra natura e cemento; quest’ultimo inteso nella ambivalente veste di fonte di inquinamento e veicolo della creatività e ingegno umano.

Vernissage: sabato 12 maggio alle ore 17:00

“Il termine ‘clorofille‘ è relativamente giovane. Fu infatti inventato nel 1817 da due chimici francesi per definire il pigmento verde contenuto nelle piante con l’importantissima funzione di operare la fotosintesi clorofilliana.

Fotosintesi e Fotografia hanno in comune la luce (photos) come elemento fondamentale e senza il quale non avrebbero vita.

Nel mondo sempre più urbanizzato di oggi, nascono e crescono metropoli in cui le architetture sono avveniristiche ma le città sostituiscono la clorofilla con cemento e inquinamento.

L’uomo dovrebbe porsi l’obiettivo di compensare questa perdita con la creazione di nuovi spazi verdi dove poter estendere i propri limiti sensoriali respirando aria pulita, osservando i colori vividi dei fiori, toccando e assaporando i frutti della terra.

La ricerca fotografica qui esposta vuole essere un invito a cercare un equilibrio tra ciò che la natura ci dona e quello che l’uomo illuminato è in grado di realizzare con la sua creatività, sentendosi parte di essa, dando il meglio di sé per sbocciare a sua volta.

  Marco”

Donato / GPH

Sabbioneta, un altro sguardo – foto di Augusto Airoldi

A poca distanza dalla pubblicazione della galleria su Sabbioneta, l’amico Augusto Airoldi, ci offre un altro sguardo sulla cittadina mantovana; sguardo che esplora, sopra ogni altra cosa, i magnifici interni degli edifici della città ideale dei Gonzaga.    

Donato / GPH

Melbourne – foto di Alessandro Guerrini e Letizia Capezzuoli

Il primo passo in Australia lo abbiamo fatto a Melbourne arrivando la mattina dopo un volo notturno da per me purtroppo insonne ed un’influenza, dovuta principalmente alla stanchezza arretrata, che faceva capolino. Decisione obbligata: a letto fino ad ora di cena! Saggia peraltro dato che già la sera stavo parecchio meglio. Questo ha significato sacrificare la prima giornata, ma ha comunque permesso di godersi sia la passeggiata ad ora di cena con una veloce visita all’Eureka Skydeck, il grattacielo più alto della città, che l’altrettanto magnifica giornata successiva, finalmente con un gran bel sole primaverile, accompagnata qua e là dal suono inconfondibile di un didgeridoo. La città è molto giovane e viva, ma ancora a misura d’uomo, senza la frenesia tipica di altre città simili per dimensioni, e ti puoi facilmente trovare davanti ad una coppia appena sposata che sorseggia tranquillamente un prosecco al tavolo di un bar sul marciapiede di una via del centro. E’ molto organizzata anche lato turista con un efficientissimo sistema di trasporto pubblico compresa una linea tramviaria totalmente gratuita. L’unica cosa che non ha funzionato a dovere è stato il sistema di chiamata dei taxi: abbiamo aspettato buoni 45 minuti prima di riuscire a salire sul nostro nonostante svariate chiamate con gentilissimi operatori che confermavano l’arrivo entro pochi minuti…..mah! Comunque alla fine siamo riusciti ad arrivare all’autonoleggio e quindi a partire verso la Great Ocean Road ed al nostro primo tramonto aussie.

Alessandro / GPH

Parco botanico e giardino delle orchidee – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Il giardino botanico di Singapore, ed in particolare la zona dedicata alle orchidee, è un must di questa città così sorprendente, anche per chi non è un patito delle piante e dei fiori: si possono trovare delle varietà impensabili ed una concentrazione di colori pazzesca comunque affascinanti. Ed il tutto sempre contornato da una pulizia impeccabile e da una maniacalità impressionante di chi lavora per proporre al pubblico nel miglior modo possibile quello di cui si sente più che fiero: uno spettacolo difficilmente ripetibile! Ma il concetto è secondo me applicabile a qualunque attività – pubblica o privata – qui presente: è proprio una questione di cultura ed approccio al lavoro, ben diverso da quello a cui siamo abituati in Italia nella maggior parte dei casi. Certo, tanto per fare un esempio, tutta un altra storia rispetto al Giardino degli Iris fiorentino, di cui ho parlato in passato: lì mi sono trovato si davanti a fiori bellissimi, ma contemporaneamente anche davanti ad un giardino per nulla curato. E ne conseguì una sensazione di generale abbandono invece che di qualcosa di cui essere fieri e di cui poter magnificare.

Alessandro / GPH

Marina Bay – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Prima tappa uno scalo veloce a Singapore di un giorno e mezzo: di conseguenza veramente una toccata e fuga. Mi sono concentrato principalmente su Marina Bay la prima sera – per una volta vista dal vero e non in televisone durante il Gran Premio di Formula 1 – e, il giorno dopo,  sul giardino botanico nazionale (quello originale e non quello appena aperto proprio accanto a Marina Bay), ed in particolare sulla parte dominata dalle infinite specie di orchidee, che saranno il tema del prossimo post. Che dire….Marina Bay ed il Marina Bay Sands sono semplicemente impressionanti, soprattutto se visti di notte con la coreografia cromatica delle luci che illuminano tutta la zona. Ma lo è tutta questa città-stato con i suoi mille centri commerciali aperti praticamente 24 h, e la sua pulizia maniacale di ogni ambiente. E poi la vera integrazione razziale: un pout pourri di umanità – a Singapore puoi veramente incontrare persone di ogni genere e di qualunque estrazione sociale, che convivono tranquillamente l’una accanto all’altra senza particolari problemi.

Alessandro / GPH

E’ primavera! – foto di Alessandro Guerrini

Dopo una stagione, pur se non particolarmente rigida, sicuramente più lunga del solito sembra finalmente essere arrivata: si è fatta attendere ma eccola sbocciare, la primavera, con i suoi colori, con la sua luce e con i suoi profumi da riscoprire. E, pur vivendo in città, vi assicuro che si può facilmente apprezzare il cambiamento, e non solo dai giardini e dalle piante e dai fiori che li accendono: è come se quella parte di noi, che durante il ‘letargo’ invernale era rimasta sopita, rinascesse improvvisamente. Ritorna la voglia di uscire, di respirare, di guardarsi intorno, di apprezzare quei piccoli particolari che nella vita quotidiana spesso tendono a sfuggirti. Le foto di questa galleria non hanno un particolare filo conduttore se non il fatto che sono state scattate nella stessa giornata: seguono semplicemente l’ordine cronologico delle ore trascorse per metà in città e per metà nella campagna che la circonda.

Alessandro / GPH