S-21, il museo del genocidio di Tuol Sleng – foto di Andrea Cassano

Un documento su cui riflettere, dal nostro amico Andrea:

Il bello di viaggiare in quest’area del mondo è che si incontrano sempre popoli sorridenti, ma qui in Cambogia i sorrisi sono sempre velati di tristezza.

Il motivo è che in tempi assai recenti questa terra è stata il teatro di un terribile genocidio, paragonabile a quello perpetrato dai nazisti in Europa: tra il 1975 e il 1979 tre milioni di cambogiani sono stati uccisi, vittime della dittatura dei khmer rossi. Edifici come l’S-21 (una ex scuola di Phnom Penh trasformata in un centro interrogatori, torture e sterminio) erano presenti all’epoca in tutto il territorio cambogiano.

Oggi questo luogo è diventato un museo, il museo del genocidio di Tuol Sleng.

Visitarlo lascia sgomenti, sia per la dimensione del fenomeno che per l’evidente lucida pianificazione con cui lo sterminio è stato portato avanti.

Andrea”

Donato / GPH

Esercizi di stile 1 – foto di autori vari

Su un idea del fotografo morbegnese Pietro Cenini, negli ultimi mesi un gruppo di appassionati di fotografia della Valtellina e zone limitrofe hanno dato vita ad una serie di incontri, l’ultimo dei quali è consistito in una interessante esercitazione volta ad analizzare e confrontare diversi approcci di fronte alla stessa situazione. Ogni partecipante (fra questi il sottoscritto) doveva concepire una immagine a tema libero e fare uno o piu’ scatti necessari per produrre tale immagine. Questo materiale base (RAW), privo di qualsiasi modifica, taglio, postproduzione, o ulteriori indicazioni, è stato fornito ad altri tre partecipanti all’esercitazione, scelti casualmente. Ognuno dei quattro ha dovuto quindi produrre una immagine finale, regolando colori, toni, tagli e quant’altro secondo la propria sensibilità e capacità. Oggi e nei prossimi giorni vi proporremo alcuni risultati dell’esperimento. 

Donato / GPH

Angkor – foto di Andrea Cassano

Continua il racconto indocinese del nostro amico Andrea

La Cambogia è un paese dalla storia recente travagliata, ma con un passato glorioso. Proprio i siti archeologici del regno Khmer, Angkor su tutti, sono le immagini che più indelebilmente restano nella memoria….: le radici, il muschio, la vegetazione che avvolge e assorbe gli antichi templi, ci ricordano che l’uomo è solo di passaggio e la natura in un modo o nell’altro avrà il sopravvento.

Andrea”

Donato / GPH

Voelklinger Huette – foto di Valerio Nava

Ancora ricordi di un viaggio. Questa volta dell’amico Valerio. Un viaggio che ha attraversato la Saarland in Germania e che deve aver lasciato un segno indelebile nella sua memoria, come testimoniano le sue parole e le sue immagini.

Un sito di archeologia industriale, visitato per cultura tecnica…per poi ritrovarmi a sperimentare sensazioni inaspettate, come il sentirmi piccolo di fronte alla vastità ed all’imponenza dell’impianto, nonchè smarrito nel percorrerne i labirinti.

Gli oggetti ed il tempo appaiono immobili, immortalati così com’erano al momento della chiusura, ma riesci ad immaginarti accanto ai lavoratori, immerso nel ritmo frenetico ed i rumori dello stabilimento in attività…

E poi la natura, che sta pian piano riprendendosi i suoi spazi, restituendo un contrasto armonioso nel suo avvolgere il ‘mostro d’acciaio’ dormiente, quasi a conferirgli un aspetto più gentile.

Valerio”

Donato / GPH

Fenicotteri nel Parco della Piana – foto di Marco Daffra

Da qualche anno esiste un progetto di ingrandimento dell’aeroporto di Firenze Peretola, fieramente contrastato da numerosi cittadini organizzati nei Comitati No-Aeroporto. Marco vi presenta alcuni spettatori non neutrali, che attendono di sapere se il loro laghetto, dove svernano sempre più volentieri, e parte integrante del Parco della Piana, farà posto alla nuova pista o meno.

Donato / GPH

Laos – foto di Andrea Cassano

In un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo nel 2021, possiamo trovare conforto e consolazione nei ricordi, specialmente quelli dei viaggi.

“Il viaggio in Laos nel 2018 è stato uno dei più emozionanti: la selvaggia maestosità dei panorami naturali; la serena dignità e la devozione dei Laotiani pur nella loro estrema povertà; le strade tortuose ed avventurose e i cibi insoliti: tutte queste componenti sono rimaste indelebili nella memoria e definiscono uno dei viaggi più belli mai fatti.

Andrea”

Donato / GPH