Parco botanico e giardino delle orchidee – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Il giardino botanico di Singapore, ed in particolare la zona dedicata alle orchidee, è un must di questa città così sorprendente, anche per chi non è un patito delle piante e dei fiori: si possono trovare delle varietà impensabili ed una concentrazione di colori pazzesca comunque affascinanti. Ed il tutto sempre contornato da una pulizia impeccabile e da una maniacalità impressionante di chi lavora per proporre al pubblico nel miglior modo possibile quello di cui si sente più che fiero: uno spettacolo difficilmente ripetibile! Ma il concetto è secondo me applicabile a qualunque attività – pubblica o privata – qui presente: è proprio una questione di cultura ed approccio al lavoro, ben diverso da quello a cui siamo abituati in Italia nella maggior parte dei casi. Certo, tanto per fare un esempio, tutta un altra storia rispetto al Giardino degli Iris fiorentino, di cui ho parlato in passato: lì mi sono trovato si davanti a fiori bellissimi, ma contemporaneamente anche davanti ad un giardino per nulla curato. E ne conseguì una sensazione di generale abbandono invece che di qualcosa di cui essere fieri e di cui poter magnificare.

Alessandro / GPH

Marina Bay – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Prima tappa uno scalo veloce a Singapore di un giorno e mezzo: di conseguenza veramente una toccata e fuga. Mi sono concentrato principalmente su Marina Bay la prima sera – per una volta vista dal vero e non in televisone durante il Gran Premio di Formula 1 – e, il giorno dopo,  sul giardino botanico nazionale (quello originale e non quello appena aperto proprio accanto a Marina Bay), ed in particolare sulla parte dominata dalle infinite specie di orchidee, che saranno il tema del prossimo post. Che dire….Marina Bay ed il Marina Bay Sands sono semplicemente impressionanti, soprattutto se visti di notte con la coreografia cromatica delle luci che illuminano tutta la zona. Ma lo è tutta questa città-stato con i suoi mille centri commerciali aperti praticamente 24 h, e la sua pulizia maniacale di ogni ambiente. E poi la vera integrazione razziale: un pout pourri di umanità – a Singapore puoi veramente incontrare persone di ogni genere e di qualunque estrazione sociale, che convivono tranquillamente l’una accanto all’altra senza particolari problemi.

Alessandro / GPH