Mostra ‘Incontro D’Artisti’ ad Albese con Cassano

incontro d'artisti / 13

Si inaugura sabato 2 luglio alle ore 16:00 presso la Casa di Riposo Infermiere ad Albese con Cassano (CO) la mostra fotografica collettiva ‘Incontro D’Artisti / 13’ organizzata dal Circolo Fotografico Diamanti. Le foto rimarranno esposte fino al 16 luglio.

  • casa di riposo infermiere, albese con cassano (CO) – ingresso gratuito
  • inaugurazione  sabato 2 luglio 2016 ore 16:00
  • la foto rimangono esposte fino a sabato 16 luglio 2016

incontro d'artisti 13 - casa di riposo infermiere ad albese con cassano

Alessandro / GPH

Kangaroo Island – foto di Alessandro Guerrini

Kangaroo Island, l’isola dei canguri. E’ buffo, perchè in realtà di canguri ne ho visti – o meglio intravisti – veramente pochi, e fotografato nessuno. Ci sono, e non sono poi così pochi, anche se oggi è rimasta solo una minima parte dell’enorme numero di macropodidi che dominava l’isola in passato. Oggi hanno imparato a tenersi ben lontano dall’uomo, dato il trattamento riservato; un po’ meno dalle strade e dagli automezzi con i quali giornalmente, soprattutto la notte, hanno incontri ravvicinati poco piacevoli dai quali escono ovviamente malconci. In compenso abitano l’isola un’infinità di altre specie animali ben più facili da incontrare, in particolare nelle ampie zone che sono parco nazionale: pinguini, koala, foche, pellicani ed altri strani uccelli, lucertoloni, e chi più ne ha più ne metta! Insomma un vero spettacolo a cielo aperto 24 ore su 24! E poi colori talmente vivi che sembrano finti. E panorami spettacolari con formazioni geologiche particolarissime come le Remarkable Rocks: un nome un programma. Peccato essere stati solo due giorni!

Alessandro / GPH

I koala di Cape Otway e la Great Ocean Road – foto di Alessandro Guerrini

Come condensare quasi mille chilometri di tragitto che collegano Melbourne ad Adelaide in poche righe (e ancora meno foto)? Impossibile. Quindi in questo articolo semplicemente mi concentro su alcuni punti focali, come una parte del tratto della  Great Ocean Road, che attraversa il parco di Cape Otway, e quello successivo che si affaccia sui famosi faraglioni di pietra calcarea noti come i Dodici Apostoli: in effetti sopra il pelo dell’acqua al momento ci sono solo otto monoliti e questo è anche il motivo per cui preferisco chiamare questo luogo con il suo nome originale ‘The Sow and Piglets‘ e non con quello ‘acchiappa turisti’ di cui sopra. Tornando al parco di Cape Otway questo è principalmente composto da una foresta, in buona parte di eucalipti, la casa naturale dei koala, che sono ghiottissimi delle loro foglie, e la strada che lo attraversa porta al promontorio dove si trova il faro, uno dei più famosi d’Australia per i tanti naufragi che si sono verificati in queste zone prima della sua costruzione. I koala sono semplicemente spettacolari: noi li abbiamo trovati rannicchiati su alberi relativamente bassi sul ciglio della strada, il che ha permesso scatti ravvicinatissimi. E la cosa interessante è che non erano nemmeno granchè infastiditi dalla nostra presenza. Terminata la Great Ocean Road abbiamo virato verso Cape Jervis: la nostra meta infatti non era Adelaide, o perlomeno non subito, bensì Kangaroo Island, che si trova a largo della costa a sud di questa città, dove ci aspettava il traghetto per raggiungerla. Abbiamo quindi attraversato le valli verdeggianti molto scenografiche, che man mano che ci avvicinavamo alla costa diventavano sempre meno verdi e sembravano quasi ‘bruciate’ già all’inizio di novembre (cioè primavera per questa parte del globo).

Alessandro / GPH

Presente!

il viaggio - by alessandro guerriniNon siamo scomparsi! Forse un pò ‘dormienti’ ultimamente, ma ci siamo. In questi ultimi due anni sono successe tante cose bellissime, ma che hanno smosso quelli che erano equilibri precisi: una fase di assestamento era necessaria. Il mio proposito è quindi adesso quello di essere più costante nelle pubblicazioni. Diverso tempo fa promisi di continuare con le gallerie relative all’ultimo viaggio dall’altra parte del mondo: bene – è arrivato il momento. A breve verrà pubblicato diverso materiale relativo a quei luoghi così lontani, ma che reputo profondamente ‘miei’. Quindi……a prestissimo!

 Alessandro / GPH

Mostra Ex Photo a Como – ultimi giorni

Continua fino a domenica, allo Spazio Natta a Como la mostra Ex Photo, riflessioni per immagini sui temi di EXPO. Oggi pubblichiamo tutte le foto presentate dai Guerrini Photographers. Ricordiamo che tutti i partecipanti hanno donato le loro stampe per un progetto del Lions Club Como Lariano che contrasta l’abuso sui minori. Il ricavato della vendita delle foto (è possibile acquistarle al solo costo di produzione) andrà a contribuire al finanziamento di suddetto progetto. Chi fosse interessato può scrivere all’indirizzo mostraexphoto@gmail.com.

  • spazio natta, como – ingresso gratuito
  • la mostra è aperta fino al 4 ottobre 2015
  • ven 16:00/22:00 & sab-dom 11:00/22:00

Alessandro / GPH

 

Mostra Ex Photo a Como – alcune delle opere esposte

La mostra EX Photo, riflessioni per immagini sui temi di EXPO ha preso il via! Eccovi una piccola selezione delle immagini presenti presso lo Spazio Natta a Como. Cibo, architettura, natura, città: i tanti lati del complesso mondo di Expo. E della nostra vita.

  • spazio natta, como – ingresso gratuito
  • la mostra è aperta fino al 4 ottobre 2015
  • lun-gio 16:00/21:00 & ven 16:00/22:00 & sab-dom 11:00/22:00

Alessandro / GPH

 

Mostra Ex Photo presso lo Spazio Natta a Como

mostra ex photo - spazio natta como

Lo Spazio Natta di Como ospita questo mese la mostra fotografica Ex Photo – Riflessioni per immagini sui temi di Expo organizzata dal Circolo Fotografico Diamanti e dal Moltomosso Fotoclub e promossa dal Lions Club Como Lariano con il sostegno dell’assessorato alla cultura del comune di Como. Le foto che compongono la mostra saranno messe in vendita ed il ricavato verrà donato in favore della realizzazione di un progetto benefico.

Scrive Elena Ferrini: “Vengono esposti gli scatti di una trentina di fotografi che richiamano e rendono omaggio al grande evento Expo 2015. Rappresentano alcune paradigmatiche architetture di padiglioni della esposizione milanese e, attraverso creative interpretazioni, realtà che afferiscono al nutrimento. Non è mai banale l’angolazione dell’inquadratura né semplice risultato di una scelta di ordine tecnico: i fotografi, non di rado reporter di viaggio, intendono accompagnare il visitatore proprio in un preciso punto di osservazione. E da lì, pur senza parole, ma con l’efficacia universale tipica della loro arte e della loro abilità, puntano verso l’obiettivo di educare, in un certo senso, all’interpretazione delle immagini. Lavoro mentale che implica ragionamento, analisi dei contenuti, sintesi conclusive. E proprio nella sintesi, l’intelligente osservatore delle foto dovrebbe trovare il succo dell’intera operazione. Del resto le foto sono a tal punto coinvolgenti da portare naturalmente chi le osserva a una più attenta consapevolezza di alcuni problemi connaturati con la nostra stessa esistenza, come per esempio il valore della persistenza delle originarie varietà vegetali e animali, la sovrabbondanza e la povertà, l’esauribilità delle risorse del pianeta e, per un commiato positivo e beneaugurante, l’inesauribilità delle risorse umane che sempre hanno trovato soluzioni e rimedi ai mali terreni.”

ex photo - riflessioni per immagini sui temi di expo

  • spazio natta, como – ingresso gratuito
  • inaugurazione  sabato 19 settembre 2015 ore 18:00
  • la mostra è aperta dal 19 settembre al 4 ottobre 2015
  • lun-gio 16:00/21:00 & ven 16:00/22:00 & sab-dom 11:00/22:00

Alessandro / GPH

Melbourne – foto di Alessandro Guerrini e Letizia Capezzuoli

Il primo passo in Australia lo abbiamo fatto a Melbourne arrivando la mattina dopo un volo notturno da per me purtroppo insonne ed un’influenza, dovuta principalmente alla stanchezza arretrata, che faceva capolino. Decisione obbligata: a letto fino ad ora di cena! Saggia peraltro dato che già la sera stavo parecchio meglio. Questo ha significato sacrificare la prima giornata, ma ha comunque permesso di godersi sia la passeggiata ad ora di cena con una veloce visita all’Eureka Skydeck, il grattacielo più alto della città, che l’altrettanto magnifica giornata successiva, finalmente con un gran bel sole primaverile, accompagnata qua e là dal suono inconfondibile di un didgeridoo. La città è molto giovane e viva, ma ancora a misura d’uomo, senza la frenesia tipica di altre città simili per dimensioni, e ti puoi facilmente trovare davanti ad una coppia appena sposata che sorseggia tranquillamente un prosecco al tavolo di un bar sul marciapiede di una via del centro. E’ molto organizzata anche lato turista con un efficientissimo sistema di trasporto pubblico compresa una linea tramviaria totalmente gratuita. L’unica cosa che non ha funzionato a dovere è stato il sistema di chiamata dei taxi: abbiamo aspettato buoni 45 minuti prima di riuscire a salire sul nostro nonostante svariate chiamate con gentilissimi operatori che confermavano l’arrivo entro pochi minuti…..mah! Comunque alla fine siamo riusciti ad arrivare all’autonoleggio e quindi a partire verso la Great Ocean Road ed al nostro primo tramonto aussie.

Alessandro / GPH

Parco botanico e giardino delle orchidee – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Il giardino botanico di Singapore, ed in particolare la zona dedicata alle orchidee, è un must di questa città così sorprendente, anche per chi non è un patito delle piante e dei fiori: si possono trovare delle varietà impensabili ed una concentrazione di colori pazzesca comunque affascinanti. Ed il tutto sempre contornato da una pulizia impeccabile e da una maniacalità impressionante di chi lavora per proporre al pubblico nel miglior modo possibile quello di cui si sente più che fiero: uno spettacolo difficilmente ripetibile! Ma il concetto è secondo me applicabile a qualunque attività – pubblica o privata – qui presente: è proprio una questione di cultura ed approccio al lavoro, ben diverso da quello a cui siamo abituati in Italia nella maggior parte dei casi. Certo, tanto per fare un esempio, tutta un altra storia rispetto al Giardino degli Iris fiorentino, di cui ho parlato in passato: lì mi sono trovato si davanti a fiori bellissimi, ma contemporaneamente anche davanti ad un giardino per nulla curato. E ne conseguì una sensazione di generale abbandono invece che di qualcosa di cui essere fieri e di cui poter magnificare.

Alessandro / GPH