Egitto, il grande tempio di Amon a Karnak – foto di Alessandro Guerrini

Karnak è il nome a cui generalmente viene associato il grande tempio, anch’esso dedicato al Dio Amon: in realtà si tratta del nome del villaggio dove si trova questo secondo tempio, situato sempre sulle sponde del Nilo ca. 2,5 km a nord di Luxor. Ancora una volta si rimane a bocca aperta di fronte alla magnificenza dell’opera, soprattutto se paragonata alla povertà strutturale e decorativa degli edifici odierni presenti accanto al tempio. Anzi, per dirla tutta, numerosi di questi edifici dell’Egitto di oggi si trovano proprio sopra al vastissimo complesso architettonico – che in origine si trovava ad un livello inferiore rispetto a quello del villaggio dei giorni nostri – ricoprendolo e nascondendolo in parte ai nostri occhi. Solo svariati lavori di scavo, effettuati nel corso di decenni se non secoli, ne hanno riportato alla luce buona parte dello splendore.

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Egitto, il tempio di Luxor – foto di Alessandro Guerrini

Luxor sorge in Egitto lungo la valle del Nilo sulle ceneri dell’antica Tebe: un posto unico al mondo. La concentrazione delle testimonianze architettoniche ed artistiche di quella che è stata una tra le civiltà più affascinanti del passato è l’elemento che domina ogni angolo di questa città. Il tempio di Luxor (dedicato ad Amon), che potete vedere in questa galleria di foto, è un esempio dell’altissimo livello raggiunto dagli artisti dell’epoca e della magnificenza delle opere che riuscivano a portare a termine: basti pensare alla pulizia delle linee dei bassorilievi od alle tracce visibili ancora oggi dei colori intensi che ornavano il tempio stesso; oppure alla capacità di produrre obelischi monoblocco di granito di lunghezza pari a quasi trenta metri e di peso difficilmente immaginabile; od ancora alla progettualità delle opere stesse pensate, fin dalla loro costruzione, per durare nei millenni ed arrivare, dopo ben 3500 anni, fino ai giorni nostri. Si noti inoltre che, nello specifico, parti del tempio originario sono state riadattate nel corso degli anni, insieme ad alcune costruzioni aggiuntive, di volta in volta a moschea piuttosto che a chiesa cristiana, rendendo il complesso crocevia delle più importanti religioni.

Alessandro / GPH