Walking… – la fortuna va anche cercata! – foto di Alessandro Guerrini

walking - foto di alessandro guerrini

Walking

Come nasce la foto di questo post? In realtà da un gran colpo di fortuna, come spesso accade. L’idea era si di giocare con il controluce lungo le rotaie del tram, ma non avevo assolutamente messo in conto il passaggio del ciclista, che si è rivelato semplicemente perfetto! La prontezza di riflessi nello scatto ha senz’altro aiutato, ma senza la dea bendata la foto probabilmente sarebbe risultata molto più banale: a volte la fortuna va anche cercata!

Alessandro / GPH

Quattro anni senza Giulio – foto di Donato Guerrini

Nella serata del 25 gennaio 2020 tantissime piazze italiane sono state illuminate dalle fiaccolate in memoria di Giulio Regeni, il ricercatore friulano scomparso, torturato e ucciso in Egitto 4 anni fa. Organizzate da Amnesty International, le fiaccolate puntano silenziosamente il dito contro le reticenze e i depistaggi egiziani, e ribadiscono la pressione sulle nostre autorità perché siano più incisive nella ricerca della verità. Le mie immagini sono relative alla fiaccolata di Lecco.

Donato / GPH

Una gita in Portogallo – foto di Donato Guerrini

Nella primavera scorsa, una piacevole gita nel sud del Portogallo; Alentejo e AlgarveLisbona, EvoraMertola, gioiello poco conosciuto, Faro

Persone vivaci e accoglienti, strade assolate, cicogne ovunque, sughero, sole e oceano, distese sconfinate.

Donato / GPH

Sanatorio di Medoscio – foto di Donato Guerrini

Ci sono luoghi che sono vere e proprie calamite per l’occhio curioso del fotografo. La categoria forse più trasgressiva è quella delle grandi strutture abbandonate, dove, spesso, per entrare devi fare qualche “acrobazia”. Fabbriche improvvisamente obsolete e mai riconvertite, grandi alberghi in luoghi dove i flussi turistici sono cambiati, istituti scolastici con ancora i registri nei cassetti… Oggi mostriamo una struttura sanitaria, prima sanatorio, poi mancato albergo, in Svizzera, a Medoscio, in un angolo sperduto del Canton Ticino, con vista spettacolare sul Lago Maggiore. Luogo che abbina la desolazione dell’abbandono alla disordinata vitalità di un luogo eletto palestra di graffiti e sede per i Rave party.

Donato / GPH

Firenze Rifredi? Meglio il Far West… – foto di Alessandro Guerrini

firenze rifredi - foto di alessandro guerrini

Firenze, stazione di Rifredi, una domenica pomeriggio di giugno del 2019,  e giusto quei 36 °C di temperatura che ti danno la carica. Ma la stazione esiste davvero? No, esiste una rivendita di biglietti a fasce chilometriche, ovvero un tabacchi, tanto per capirsi, chiuso perché festivo. Esiste una scala larga a malapena un paio di metri e mezzo che dà accesso al sottopassaggio che poi dà accesso ai vari binari risalendo altre scale più strette. E se sei in carrozzina o hai altri problemi di mobilità, oppure semplicemente hai qualche bagaglio dietro, ti attacchi al tram (*), come si dice da queste parti (in realtà manco quello che la fermata più vicina è a non meno di 700 metri di distanza)! Nel sottopassaggio in corrispondenza di ogni binario c’è un bel pannello informativo….nero! Sali le scale verso un binario qualunque ed anche qui tutti i pannelli sono irrimediabilmente neri. L’unico aiuto viene dalla voce gracchiante degli altoparlanti che, se sei fortunato, annuncia il ritardo del treno che vuoi prendere insieme al relativo binario: e forse capisci dove devi dirigerti per salirci quando si degnerà di arrivare.

Il Far West era più accogliente e sicuramente si trattava di un ambiente meno ostile e più user friendly….

(*) Mi correggo: al quinto viaggio ho scoperto che esiste un accesso disabili e/o valigie ‘comodissimo’ – devi semplicemente farti 800 metri a piedi più relative rampe per scendere e risalire avendo però prima l’illuminazione celeste che ti guida verso questo percorso, dato che di cartello ad indicarlo c’è n’è uno solo e non particolarmente in vista (chissà come mai nei primi quattro viaggi infatti non l’ho notato pur cercandolo – ci sono dovuto andare a sbattere contro per puro caso). Non sia mai mi si dica di raccontare il falso….

Alessandro / GPH