Kangaroo Island – foto di Alessandro Guerrini

Kangaroo Island, l’isola dei canguri. E’ buffo, perchè in realtà di canguri ne ho visti – o meglio intravisti – veramente pochi, e fotografato nessuno. Ci sono, e non sono poi così pochi, anche se oggi è rimasta solo una minima parte dell’enorme numero di macropodidi che dominava l’isola in passato. Oggi hanno imparato a tenersi ben lontano dall’uomo, dato il trattamento riservato; un po’ meno dalle strade e dagli automezzi con i quali giornalmente, soprattutto la notte, hanno incontri ravvicinati poco piacevoli dai quali escono ovviamente malconci. In compenso abitano l’isola un’infinità di altre specie animali ben più facili da incontrare, in particolare nelle ampie zone che sono parco nazionale: pinguini, koala, foche, pellicani ed altri strani uccelli, lucertoloni, e chi più ne ha più ne metta! Insomma un vero spettacolo a cielo aperto 24 ore su 24! E poi colori talmente vivi che sembrano finti. E panorami spettacolari con formazioni geologiche particolarissime come le Remarkable Rocks: un nome un programma. Peccato essere stati solo due giorni!

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I koala di Cape Otway e la Great Ocean Road – foto di Alessandro Guerrini

Come condensare quasi mille chilometri di tragitto che collegano Melbourne ad Adelaide in poche righe (e ancora meno foto)? Impossibile. Quindi in questo articolo semplicemente mi concentro su alcuni punti focali, come una parte del tratto della  Great Ocean Road, che attraversa il parco di Cape Otway, e quello successivo che si affaccia sui famosi faraglioni di pietra calcarea noti come i Dodici Apostoli: in effetti sopra il pelo dell’acqua al momento ci sono solo otto monoliti e questo è anche il motivo per cui preferisco chiamare questo luogo con il suo nome originale ‘The Sow and Piglets‘ e non con quello ‘acchiappa turisti’ di cui sopra. Tornando al parco di Cape Otway questo è principalmente composto da una foresta, in buona parte di eucalipti, la casa naturale dei koala, che sono ghiottissimi delle loro foglie, e la strada che lo attraversa porta al promontorio dove si trova il faro, uno dei più famosi d’Australia per i tanti naufragi che si sono verificati in queste zone prima della sua costruzione. I koala sono semplicemente spettacolari: noi li abbiamo trovati rannicchiati su alberi relativamente bassi sul ciglio della strada, il che ha permesso scatti ravvicinatissimi. E la cosa interessante è che non erano nemmeno granchè infastiditi dalla nostra presenza. Terminata la Great Ocean Road abbiamo virato verso Cape Jervis: la nostra meta infatti non era Adelaide, o perlomeno non subito, bensì Kangaroo Island, che si trova a largo della costa a sud di questa città, dove ci aspettava il traghetto per raggiungerla. Abbiamo quindi attraversato le valli verdeggianti molto scenografiche, che man mano che ci avvicinavamo alla costa diventavano sempre meno verdi e sembravano quasi ‘bruciate’ già all’inizio di novembre (cioè primavera per questa parte del globo).

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Melbourne – foto di Alessandro Guerrini e Letizia Capezzuoli

Il primo passo in Australia lo abbiamo fatto a Melbourne arrivando la mattina dopo un volo notturno da per me purtroppo insonne ed un’influenza, dovuta principalmente alla stanchezza arretrata, che faceva capolino. Decisione obbligata: a letto fino ad ora di cena! Saggia peraltro dato che già la sera stavo parecchio meglio. Questo ha significato sacrificare la prima giornata, ma ha comunque permesso di godersi sia la passeggiata ad ora di cena con una veloce visita all’Eureka Skydeck, il grattacielo più alto della città, che l’altrettanto magnifica giornata successiva, finalmente con un gran bel sole primaverile, accompagnata qua e là dal suono inconfondibile di un didgeridoo. La città è molto giovane e viva, ma ancora a misura d’uomo, senza la frenesia tipica di altre città simili per dimensioni, e ti puoi facilmente trovare davanti ad una coppia appena sposata che sorseggia tranquillamente un prosecco al tavolo di un bar sul marciapiede di una via del centro. E’ molto organizzata anche lato turista con un efficientissimo sistema di trasporto pubblico compresa una linea tramviaria totalmente gratuita. L’unica cosa che non ha funzionato a dovere è stato il sistema di chiamata dei taxi: abbiamo aspettato buoni 45 minuti prima di riuscire a salire sul nostro nonostante svariate chiamate con gentilissimi operatori che confermavano l’arrivo entro pochi minuti…..mah! Comunque alla fine siamo riusciti ad arrivare all’autonoleggio e quindi a partire verso la Great Ocean Road ed al nostro primo tramonto aussie.

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Parco botanico e giardino delle orchidee – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Il giardino botanico di Singapore, ed in particolare la zona dedicata alle orchidee, è un must di questa città così sorprendente, anche per chi non è un patito delle piante e dei fiori: si possono trovare delle varietà impensabili ed una concentrazione di colori pazzesca comunque affascinanti. Ed il tutto sempre contornato da una pulizia impeccabile e da una maniacalità impressionante di chi lavora per proporre al pubblico nel miglior modo possibile quello di cui si sente più che fiero: uno spettacolo difficilmente ripetibile! Ma il concetto è secondo me applicabile a qualunque attività – pubblica o privata – qui presente: è proprio una questione di cultura ed approccio al lavoro, ben diverso da quello a cui siamo abituati in Italia nella maggior parte dei casi. Certo, tanto per fare un esempio, tutta un altra storia rispetto al Giardino degli Iris fiorentino, di cui ho parlato in passato: lì mi sono trovato si davanti a fiori bellissimi, ma contemporaneamente anche davanti ad un giardino per nulla curato. E ne conseguì una sensazione di generale abbandono invece che di qualcosa di cui essere fieri e di cui poter magnificare.

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Marina Bay – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Prima tappa uno scalo veloce a Singapore di un giorno e mezzo: di conseguenza veramente una toccata e fuga. Mi sono concentrato principalmente su Marina Bay la prima sera – per una volta vista dal vero e non in televisone durante il Gran Premio di Formula 1 – e, il giorno dopo,  sul giardino botanico nazionale (quello originale e non quello appena aperto proprio accanto a Marina Bay), ed in particolare sulla parte dominata dalle infinite specie di orchidee, che saranno il tema del prossimo post. Che dire….Marina Bay ed il Marina Bay Sands sono semplicemente impressionanti, soprattutto se visti di notte con la coreografia cromatica delle luci che illuminano tutta la zona. Ma lo è tutta questa città-stato con i suoi mille centri commerciali aperti praticamente 24 h, e la sua pulizia maniacale di ogni ambiente. E poi la vera integrazione razziale: un pout pourri di umanità – a Singapore puoi veramente incontrare persone di ogni genere e di qualunque estrazione sociale, che convivono tranquillamente l’una accanto all’altra senza particolari problemi.

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Max Ballet Academy – saggio di danza – foto di Alessandro Guerrini

Le foto di questa galleria sono relative al saggio di danza della Max Ballet Academy tenutosi recentemente presso l’OBI Hall a Firenze. Un plauso a tutte le ballerine ed ai ballerini, agli allievi ed agli insegnanti che hanno partecipato regalandoci una serata emozionante. Molto belle sia le coreagrafie che i costumi.

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Coffee Killers – foto di Alessandro Guerrini

Una piacevole serata di fine maggio passata tra amici a Firenze in compagnia dei ‘Coffee Killers‘, detto alla toscana gli “Ammazza Caffè”! Il trio è composto da Francesca Cappuggi (voce), Matteo Mattolini (basso e voce) e Tiziano Ceretelli (chitarra e voce) e suona, come recita il loro motto, “pezzi che solo noi abbiamo il coraggio di fare!” spaziando dagli anni 70 fino ad arrivare ai giorni nostri. Data la dimensione microscopica e raccolta del palco è stato fortunatamente possibile scattare le foto a distanza decisamente ravvicinata.

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Mostra collettiva “Lavoro” a Cavallasca (CO)

Domenica 7 luglio 2013 alle ore 11:00 si inaugura nei locali di Villa Imbonati di Cavallasca (CO) la collettiva “Lavoro” organizzata dal gruppo fotografico Spinaverde Immagini. La mostra fotografica resterà aperta fino al 21 luglio con i seguenti orari: lunedì, martedì, venerdì e sabato 15:30/18:30 – mercoledì 9:00/12:00 – giovedì 16:30/19:30 – domenica 15:00/19:00.

fonti:

Gruppo Fotografico Spinaverde Immagini    www.spinaverdeimmagini.it

 spinaverde immagini

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De Iri(s)bus, macchie di colore – foto di Alessandro Guerrini

Il Giardino dell’Iris è un angolo nascosto della città di Firenze cui si accede da un lato del Piazzale Michelangelo: nasce nel 1954 per dare spazio ad un concorso internazionale annuale ormai giunto alla 57° edizione. Và detto che, pur godendo della vista spettacolare sull’intero centro storico, il giardino in sè non è tenuto in grandissime condizioni: un vero peccato! Però le macchie di colore di questi fiori stupendi, sgargianti e non, rimangono. Anche in una giornata grigia di maggio come quella in cui sono state scattate le foto di questa galleria. Non vi è un ordine particolare nè conosco singolarmente le specie: ho semplicemente seguito il mio istinto cromatico.

Buona visione!

Alessandro / GPH

Mostra collettiva “The Beat Goes On” ad Olgiate Comasco

Sabato 25 maggio 2013 alle 17:30 si inaugura nei locali del Centro Congressi Medioevo di Olgiate Comasco la collettiva “The Beat Goes On” con alcune opere dell’amico Marco Besana. Utilizzando strumenti e linguaggi ormai consueti nell’ambito artistico contemporaneo – disegni, pittura, fotografia, installazioni, assemblaggi di oggetti e tecniche sperimentali – gli artisti hanno analizzato, in particolare, il rapporto tra ricerca e linguaggio musicale. La mostra resterà aperta fino al 9 giugno con i seguenti orari: il venerdì ed il sabato dalle 16 alle 19, la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.

fonti:

Marco Besana    www.marcobesana.com

 The Beat Goes On - Marco Besana

Alessandro / GPH