Gibellina Nuova – foto di Donato Guerrini

Gibellina, adagiata su un colle della valle del Belice è stata completamente rasa al suolo dal terribile terremoto del 1968. Racconta una parabola tutta italiana: distruzione, abbandono e approssimazione, ma anche tensione al riscatto, passione e cultura. Sullo sfondo, ma non troppo, il contrasto eterno fra natura e cemento, in questo caso sviluppato anche in modo altissimo e simbolico con l’opera di Alberto Burri nel vecchio sito di Gibellina.

Gibellina Nuova è stata ricostruita ad una ventina di chilometri di distanza, con il contributo di artisti e urbanisti, chiamati in Sicilia da Ludovico Corrao, a più’ riprese appassionato sindaco della città. L’idea di Corrao era di promuovere l’arte come riscatto, la sua utopia di ricostruire una città ideale. Nel mio viaggio del 2013, con un po’ di tristezza, ho visto Gibellina Nuova come una magnifica incompiuta, forse destinata a rimanere per sempre tale, visti i segni già evidenti di una acerba decadenza.

Donato / GPH

 

Melbourne – foto di Alessandro Guerrini e Letizia Capezzuoli

Il primo passo in Australia lo abbiamo fatto a Melbourne arrivando la mattina dopo un volo notturno da per me purtroppo insonne ed un’influenza, dovuta principalmente alla stanchezza arretrata, che faceva capolino. Decisione obbligata: a letto fino ad ora di cena! Saggia peraltro dato che già la sera stavo parecchio meglio. Questo ha significato sacrificare la prima giornata, ma ha comunque permesso di godersi sia la passeggiata ad ora di cena con una veloce visita all’Eureka Skydeck, il grattacielo più alto della città, che l’altrettanto magnifica giornata successiva, finalmente con un gran bel sole primaverile, accompagnata qua e là dal suono inconfondibile di un didgeridoo. La città è molto giovane e viva, ma ancora a misura d’uomo, senza la frenesia tipica di altre città simili per dimensioni, e ti puoi facilmente trovare davanti ad una coppia appena sposata che sorseggia tranquillamente un prosecco al tavolo di un bar sul marciapiede di una via del centro. E’ molto organizzata anche lato turista con un efficientissimo sistema di trasporto pubblico compresa una linea tramviaria totalmente gratuita. L’unica cosa che non ha funzionato a dovere è stato il sistema di chiamata dei taxi: abbiamo aspettato buoni 45 minuti prima di riuscire a salire sul nostro nonostante svariate chiamate con gentilissimi operatori che confermavano l’arrivo entro pochi minuti…..mah! Comunque alla fine siamo riusciti ad arrivare all’autonoleggio e quindi a partire verso la Great Ocean Road ed al nostro primo tramonto aussie.

Alessandro / GPH

Parco botanico e giardino delle orchidee – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Il giardino botanico di Singapore, ed in particolare la zona dedicata alle orchidee, è un must di questa città così sorprendente, anche per chi non è un patito delle piante e dei fiori: si possono trovare delle varietà impensabili ed una concentrazione di colori pazzesca comunque affascinanti. Ed il tutto sempre contornato da una pulizia impeccabile e da una maniacalità impressionante di chi lavora per proporre al pubblico nel miglior modo possibile quello di cui si sente più che fiero: uno spettacolo difficilmente ripetibile! Ma il concetto è secondo me applicabile a qualunque attività – pubblica o privata – qui presente: è proprio una questione di cultura ed approccio al lavoro, ben diverso da quello a cui siamo abituati in Italia nella maggior parte dei casi. Certo, tanto per fare un esempio, tutta un altra storia rispetto al Giardino degli Iris fiorentino, di cui ho parlato in passato: lì mi sono trovato si davanti a fiori bellissimi, ma contemporaneamente anche davanti ad un giardino per nulla curato. E ne conseguì una sensazione di generale abbandono invece che di qualcosa di cui essere fieri e di cui poter magnificare.

Alessandro / GPH

Marina Bay – Singapore – foto di Alessandro Guerrini

Prima tappa uno scalo veloce a Singapore di un giorno e mezzo: di conseguenza veramente una toccata e fuga. Mi sono concentrato principalmente su Marina Bay la prima sera – per una volta vista dal vero e non in televisone durante il Gran Premio di Formula 1 – e, il giorno dopo,  sul giardino botanico nazionale (quello originale e non quello appena aperto proprio accanto a Marina Bay), ed in particolare sulla parte dominata dalle infinite specie di orchidee, che saranno il tema del prossimo post. Che dire….Marina Bay ed il Marina Bay Sands sono semplicemente impressionanti, soprattutto se visti di notte con la coreografia cromatica delle luci che illuminano tutta la zona. Ma lo è tutta questa città-stato con i suoi mille centri commerciali aperti praticamente 24 h, e la sua pulizia maniacale di ogni ambiente. E poi la vera integrazione razziale: un pout pourri di umanità – a Singapore puoi veramente incontrare persone di ogni genere e di qualunque estrazione sociale, che convivono tranquillamente l’una accanto all’altra senza particolari problemi.

Alessandro / GPH

De Iri(s)bus, macchie di colore – foto di Alessandro Guerrini

Il Giardino dell’Iris è un angolo nascosto della città di Firenze cui si accede da un lato del Piazzale Michelangelo: nasce nel 1954 per dare spazio ad un concorso internazionale annuale ormai giunto alla 57° edizione. Và detto che, pur godendo della vista spettacolare sull’intero centro storico, il giardino in sè non è tenuto in grandissime condizioni: un vero peccato! Però le macchie di colore di questi fiori stupendi, sgargianti e non, rimangono. Anche in una giornata grigia di maggio come quella in cui sono state scattate le foto di questa galleria. Non vi è un ordine particolare nè conosco singolarmente le specie: ho semplicemente seguito il mio istinto cromatico.

Buona visione!

Alessandro / GPH

E’ primavera! – foto di Alessandro Guerrini

Dopo una stagione, pur se non particolarmente rigida, sicuramente più lunga del solito sembra finalmente essere arrivata: si è fatta attendere ma eccola sbocciare, la primavera, con i suoi colori, con la sua luce e con i suoi profumi da riscoprire. E, pur vivendo in città, vi assicuro che si può facilmente apprezzare il cambiamento, e non solo dai giardini e dalle piante e dai fiori che li accendono: è come se quella parte di noi, che durante il ‘letargo’ invernale era rimasta sopita, rinascesse improvvisamente. Ritorna la voglia di uscire, di respirare, di guardarsi intorno, di apprezzare quei piccoli particolari che nella vita quotidiana spesso tendono a sfuggirti. Le foto di questa galleria non hanno un particolare filo conduttore se non il fatto che sono state scattate nella stessa giornata: seguono semplicemente l’ordine cronologico delle ore trascorse per metà in città e per metà nella campagna che la circonda.

Alessandro / GPH

Wildlife Photographer of the Year – mostra fotografica al Forte di Bard

relaxation - by jasper doest

Se nei prossimi giorni vi trovate a passare dalla Valle d’Aosta vi consiglio vivamente un salto al complesso museale del Forte di Bard dove fino al 5 maggio 2013 è visitabile la nuova edizione della mostra fotografica Wildlife Photographer of the Year. In anteprima esclusiva per l’Italia, si possono ammirare tutte le cento immagini premiate al più prestigioso concorso al mondo dedicato alla fotografia naturalistica organizzato dal Natural History Museum di Londra con il Bbc Wildlife Magazine. Il premio, che si tiene ogni anno dal 1964, è senz’altro il più prestigioso al mondo nel suo genere, ed in questa edizione ha visto la partecipazione di oltre 48.000 concorrenti provenienti da 98 paesi.

fonti:

Forte di Bard    www.fortedibard.it

Jasper Doest     www.doest-photography.com

Alessandro / GPH

Egitto, il grande tempio di Amon a Karnak – foto di Alessandro Guerrini

Karnak è il nome a cui generalmente viene associato il grande tempio, anch’esso dedicato al Dio Amon: in realtà si tratta del nome del villaggio dove si trova questo secondo tempio, situato sempre sulle sponde del Nilo ca. 2,5 km a nord di Luxor. Ancora una volta si rimane a bocca aperta di fronte alla magnificenza dell’opera, soprattutto se paragonata alla povertà strutturale e decorativa degli edifici odierni presenti accanto al tempio. Anzi, per dirla tutta, numerosi di questi edifici dell’Egitto di oggi si trovano proprio sopra al vastissimo complesso architettonico – che in origine si trovava ad un livello inferiore rispetto a quello del villaggio dei giorni nostri – ricoprendolo e nascondendolo in parte ai nostri occhi. Solo svariati lavori di scavo, effettuati nel corso di decenni se non secoli, ne hanno riportato alla luce buona parte dello splendore.

Alessandro / GPH

Egitto, il tempio di Luxor – foto di Alessandro Guerrini

Luxor sorge in Egitto lungo la valle del Nilo sulle ceneri dell’antica Tebe: un posto unico al mondo. La concentrazione delle testimonianze architettoniche ed artistiche di quella che è stata una tra le civiltà più affascinanti del passato è l’elemento che domina ogni angolo di questa città. Il tempio di Luxor (dedicato ad Amon), che potete vedere in questa galleria di foto, è un esempio dell’altissimo livello raggiunto dagli artisti dell’epoca e della magnificenza delle opere che riuscivano a portare a termine: basti pensare alla pulizia delle linee dei bassorilievi od alle tracce visibili ancora oggi dei colori intensi che ornavano il tempio stesso; oppure alla capacità di produrre obelischi monoblocco di granito di lunghezza pari a quasi trenta metri e di peso difficilmente immaginabile; od ancora alla progettualità delle opere stesse pensate, fin dalla loro costruzione, per durare nei millenni ed arrivare, dopo ben 3500 anni, fino ai giorni nostri. Si noti inoltre che, nello specifico, parti del tempio originario sono state riadattate nel corso degli anni, insieme ad alcune costruzioni aggiuntive, di volta in volta a moschea piuttosto che a chiesa cristiana, rendendo il complesso crocevia delle più importanti religioni.

Alessandro / GPH

Giappone – foto di Andrea Cassano


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Una nuova galleria di foto del nostro amico Andrea Cassano scattata in varie città durante un viaggio in Estremo Oriente.

Giappone, un mondo a parte.

Il luogo dove le contraddizioni sono in armonia, dove il grattacielo ipertecnologico è costruito rispettosamente accanto all’antico tempio in legno; dove la frenesia del lavoro convive coi ritmi lenti delle cerimonie tradizionali, i bianchi fiori dell’hanami con la futuristica skyline di Tokyo.

Tokyo, Kyoto, Nara, Osaka, Hiroshima…: ciò che colpisce in ogni grande città giapponese è la gente, ovunque egualmente gentile, rispettosa, formale, mai fredda o indifferente. Per educazione, tradizione, ma senza dubbio anche per indole e attitudine.

Un mondo a parte, da visitare o in cui tornare.”

Andrea     

Alessandro / GPH