Io resto a casa – un po’ meno…ma solo un po’ – foto di autori vari

Siamo alla fine della fase 1 dell’emergenza COVID-19. Non sta a me ricordare quanto sia importante riprendere, ma allo stesso tempo passare alla fase 2 con prudenza, senza fare il passo più lungo della gamba. Sperando che sia veramente un saluto definitivo alla fase 1, voltiamoci un attimo a guardare, con un sorriso, quello che abbiamo fatto in questo periodo senza uscire di casa

Donato / GPH

Io resto a casa – la ricetta di mia nonna – foto di Marco Daffra

Con la serie ‘Io resto a casa’, in questo difficile periodo caratterizzato dal COVID-19, Guerrini Photographers cerca di narrare momenti di vita all’interno delle nostre case, adesso che siamo costretti a passarci la gran parte del nostro tempo a causa del coronavirus. Momenti che recuperano un passato sacrificato ai ritmi dei “tempi moderni“, momenti normali che vediamo adesso sotto una luce diversa, momenti particolari accesi dalla nostra “fantasia di sopravvivenza“, momenti

Iniziamo con una galleria di Marco Daffra alle prese con una ricetta della nonna.

Donato / GPH

Una giornata particolare – foto di Donato Guerrini

Ieri, 24 marzo 2020, 54° giorno dell’era coronavirus in Italia, dopo aver passato gli ultimi 15 senza varcare i confini comunali e con solo due uscite da casa per fare la spesa, ho accompagnato mia moglie Anna Maria a Monza per una visita oculistica. Attraversare quattro provincie di questi tempi è come un viaggio intercontinentale. Infatti a Monza abbiamo trovato un paesaggio drammaticamente esotico, anche se ormai presente su tutti i media a tutte le ore. Essendo arrivati in anticipo, ho fatto una breve e circospetta passeggiata nelle immediate vicinanze del centro medico. Credo che dopo COVID-19 nulla sarà più come prima.

Donato / GPH

Quattro anni senza Giulio – foto di Donato Guerrini

Nella serata del 25 gennaio 2020 tantissime piazze italiane sono state illuminate dalle fiaccolate in memoria di Giulio Regeni, il ricercatore friulano scomparso, torturato e ucciso in Egitto 4 anni fa. Organizzate da Amnesty International, le fiaccolate puntano silenziosamente il dito contro le reticenze e i depistaggi egiziani, e ribadiscono la pressione sulle nostre autorità perché siano più incisive nella ricerca della verità. Le mie immagini sono relative alla fiaccolata di Lecco.

Donato / GPH

Una gita in Portogallo – foto di Donato Guerrini

Nella primavera scorsa, una piacevole gita nel sud del Portogallo; Alentejo e AlgarveLisbona, EvoraMertola, gioiello poco conosciuto, Faro

Persone vivaci e accoglienti, strade assolate, cicogne ovunque, sughero, sole e oceano, distese sconfinate.

Donato / GPH

Sanatorio di Medoscio – foto di Donato Guerrini

Ci sono luoghi che sono vere e proprie calamite per l’occhio curioso del fotografo. La categoria forse più trasgressiva è quella delle grandi strutture abbandonate, dove, spesso, per entrare devi fare qualche “acrobazia”. Fabbriche improvvisamente obsolete e mai riconvertite, grandi alberghi in luoghi dove i flussi turistici sono cambiati, istituti scolastici con ancora i registri nei cassetti… Oggi mostriamo una struttura sanitaria, prima sanatorio, poi mancato albergo, in Svizzera, a Medoscio, in un angolo sperduto del Canton Ticino, con vista spettacolare sul Lago Maggiore. Luogo che abbina la desolazione dell’abbandono alla disordinata vitalità di un luogo eletto palestra di graffiti e sede per i Rave party.

Donato / GPH

Firenze Rifredi? Meglio il Far West… – foto di Alessandro Guerrini

firenze rifredi - foto di alessandro guerrini

Firenze, stazione di Rifredi, una domenica pomeriggio di giugno del 2019,  e giusto quei 36 °C di temperatura che ti danno la carica. Ma la stazione esiste davvero? No, esiste una rivendita di biglietti a fasce chilometriche, ovvero un tabacchi, tanto per capirsi, chiuso perché festivo. Esiste una scala larga a malapena un paio di metri e mezzo che dà accesso al sottopassaggio che poi dà accesso ai vari binari risalendo altre scale più strette. E se sei in carrozzina o hai altri problemi di mobilità, oppure semplicemente hai qualche bagaglio dietro, ti attacchi al tram (*), come si dice da queste parti (in realtà manco quello che la fermata più vicina è a non meno di 700 metri di distanza)! Nel sottopassaggio in corrispondenza di ogni binario c’è un bel pannello informativo….nero! Sali le scale verso un binario qualunque ed anche qui tutti i pannelli sono irrimediabilmente neri. L’unico aiuto viene dalla voce gracchiante degli altoparlanti che, se sei fortunato, annuncia il ritardo del treno che vuoi prendere insieme al relativo binario: e forse capisci dove devi dirigerti per salirci quando si degnerà di arrivare.

Il Far West era più accogliente e sicuramente si trattava di un ambiente meno ostile e più user friendly….

(*) Mi correggo: al quinto viaggio ho scoperto che esiste un accesso disabili e/o valigie ‘comodissimo’ – devi semplicemente farti 800 metri a piedi più relative rampe per scendere e risalire avendo però prima l’illuminazione celeste che ti guida verso questo percorso, dato che di cartello ad indicarlo c’è n’è uno solo e non particolarmente in vista (chissà come mai nei primi quattro viaggi infatti non l’ho notato pur cercandolo – ci sono dovuto andare a sbattere contro per puro caso). Non sia mai mi si dica di raccontare il falso….

Alessandro / GPH

Fred Hersch – foto di Donato Guerrini

Confermata nella XXII edizione del Festival di cultura e musica jazz di Chiasso dal 14 al 16 marzo, la formula dell’artista in residence. Anche quest’anno la scelta è caduta, con successo, su un pianista, l’americano Fred Hersch – http://fredhersch.com. In un crescendo di formazioni, e di performance, ha esordito con un concerto al pianoforte solo, passando, nella seconda serata, ad un intimo duo con Gwilym Simcock, anche lui al piano, per finire in trio con i grandi amici Drew Gress, al basso, e Joey Baron, alla batteria. Queste ultime due formazioni si sono esibite in prima assoluta. Hersch ha dispensato un pianismo distillato e delicato, lasciando volentieri spazio e libertà d’inventiva ai suoi compagni d’avventura, in particolare ad un ispiratissimo e fresco Baron. Tributi a Bill Evans e Monk, ma anche, per me piacevolissima, la sorpresa di un pezzo d’annata di Gismonti, magnificamente arrangiato per due pianoforti. Un artista che non avevo mai frequentato e che ha toccato subito le corde giuste.  

Donato / GPH

Riflessi – foto di Francesco Barni

Qualche tempo fa abbiamo parlato della mostra  ‘Riflessi‘ dell’amico Francesco Barni, dove l’autore rende pubblico un vissuto personale attraverso i ritratti dei propri amici negli anni a cavallo tra i densi anni ’70 e ’80. Vi mostriamo questi bianchi e neri d’annata, in quello che definirei quasi “un romanzo di formazione per immagini”.

Scriveva Francesco: “Vuole essere una dedica alle persone ritratte che con me hanno condiviso importanti momenti di vita che hanno contribuito alla crescita di ognuno rendendoci quello che siamo oggi”. Un’occasione quindi per ritrovarsi, ripensarsi, sbirciare ed essere sbirciati nella carrellata dei ricordi che affiorano.

Donato / GPH

Cina – foto di Andrea Cassano

Una galleria di foto del nostro amico Andrea Cassano scattata durante un viaggio in Cina nel 2016.

Un viaggio in Cina regala emozioni contrastanti, portando da paesaggi naturali mozzafiato sul fiume Li nelle vicinanze di Guilin fino ai grattacieli ipertecnologici di Shanghai e Hong Kong. E passando dall’incredibile esercito di terracotta a X’ian alla grandiosità sconfinata della grande muraglia nei pressi di Beijing (Pechino).

  Andrea”

Alessandro / GPH