Lo sai che i papaveri… – foto di Alessandro Guerrini

papaveri - foto di alessandro guerrini

Una volta i papaveri erano alti alti alti….e si trovavano nei campi a fine maggio o addirittura ad  inizio giugno, a colorare immense distese verdi di un rosso acceso. Ed io ero piccolino. Adesso io non sono più tanto piccolino….ed i papaveri non mi sembrano più così alti. E questo ci può anche stare. Ma siamo solo a Pasqua! Per alta che possa essere, sempre Pasqua è! E aprile non è maggio, figuriamoci giugno….

Auguri!

Alessandro / GPH

Pioggia di colore – foto di Alessandro Guerrini

pioggia di colore - foto di alessandro guerrini

Un pò di colore, pioggia o non pioggia, e l’umore migliora sensibilmente ed in maniera quasi istantanea. Rosso, verde, viola, giallo, azzurro, arancione….: un personalissimo arcobaleno.

Alessandro / GPH

Il solito egocentrico… – foto di Alessandro Guerrini

il solito egocentrico - foto di alessandro guerrini

E’ primavera.

E devi essere più grande, più alto e pure di un colore diverso dal resto del gregge, possibilmente sgargiante, o altrimenti le api non ti si filano e tu rimani solo con i tuoi pollini senza la possibilità di riprodurti.

Insomma la guerra è guerra!

E la natura è semplicemente fantastica.

Alessandro / GPH

Uno si ed uno no… – foto di Alessandro Guerrini

uno si ed uno no - foto di alessandro guerrini

E come te lo spieghi? Eppure sono due piante della medesima specie. E sono due alberi più o meno della stessa dimensione, facilmente di età paragonabile direi. Ma una è ancora totalmente spoglia e sembra ancora in letargo, mentre la seconda già verdeggia e ci ricorda che la primavera, almeno quella astronomica, è dietro l’angolo.

Un’ideina sul perchè ce l’avrei….

Alessandro / GPH

Meraviglia – foto di Alessandro Guerrini

meraviglia - foto di alessandro guerrini

Dietro l’obiettivo gli stessi occhi e la stessa meraviglia di più di quarant’anni fa……

OK, si trova su territorio pisano (‘pisese’ per i più precisini :-)), però la torre pendente è sempre e comunque una meraviglia, per tanti motivi, per grandi e piccini.

Alessandro / GPH

What next? – foto di Alessandro Guerrini

next - foto di alessandro guerrini

E quindi? Che si fa? Si continua a latitare? Non riesco proprio ad accettare l’idea che questo spazio debba agonizzare in questo modo sprofondando verso un lento oblio. E io, che sono sicuramente parte del motivo per cui il sito sta prendendo questa direzione, che m’invento? E’ senz’altro vero che il tempo a disposizione è adesso molto meno di quello che potevo dedicargli anni fa: ma possibile che non ci sia una via di mezzo tra l’essere presenti con costanza ed il non esserci affatto? Si che c’è. Non serve per forza pubblicare solo post complessi che presuppongono una certa mole di lavoro preparatorio – si possono pubblicare anche post molto più leggeri, magari legati ad una singola fotografia scattata in chissà quale occasione (anche per caso e con i mezzi tecnologici alternativi di cui ormai ognuno di noi fa uso quotidiano). Con o senza un commento scritto – a volte non serve nemmeno. Questo è il mio proposito. E voglio credere di poterlo realizzare senza troppi intoppi ulteriori per ridare un pò di linfa a questo spazio.

A presto

Alessandro / GPH

Mostra ‘Incontro D’Artisti’ ad Albese con Cassano

incontro d'artisti / 13

Si inaugura sabato 2 luglio alle ore 16:00 presso la Casa di Riposo Infermiere ad Albese con Cassano (CO) la mostra fotografica collettiva ‘Incontro D’Artisti / 13’ organizzata dal Circolo Fotografico Diamanti. Le foto rimarranno esposte fino al 16 luglio.

  • casa di riposo infermiere, albese con cassano (CO) – ingresso gratuito
  • inaugurazione  sabato 2 luglio 2016 ore 16:00
  • la foto rimangono esposte fino a sabato 16 luglio 2016

incontro d'artisti 13 - casa di riposo infermiere ad albese con cassano

Alessandro / GPH

Kangaroo Island – foto di Alessandro Guerrini

Kangaroo Island, l’isola dei canguri. E’ buffo, perchè in realtà di canguri ne ho visti – o meglio intravisti – veramente pochi, e fotografato nessuno. Ci sono, e non sono poi così pochi, anche se oggi è rimasta solo una minima parte dell’enorme numero di macropodidi che dominava l’isola in passato. Oggi hanno imparato a tenersi ben lontano dall’uomo, dato il trattamento riservato; un po’ meno dalle strade e dagli automezzi con i quali giornalmente, soprattutto la notte, hanno incontri ravvicinati poco piacevoli dai quali escono ovviamente malconci. In compenso abitano l’isola un’infinità di altre specie animali ben più facili da incontrare, in particolare nelle ampie zone che sono parco nazionale: pinguini, koala, foche, pellicani ed altri strani uccelli, lucertoloni, e chi più ne ha più ne metta! Insomma un vero spettacolo a cielo aperto 24 ore su 24! E poi colori talmente vivi che sembrano finti. E panorami spettacolari con formazioni geologiche particolarissime come le Remarkable Rocks: un nome un programma. Peccato essere stati solo due giorni!

Alessandro / GPH

I koala di Cape Otway e la Great Ocean Road – foto di Alessandro Guerrini

Come condensare quasi mille chilometri di tragitto che collegano Melbourne ad Adelaide in poche righe (e ancora meno foto)? Impossibile. Quindi in questo articolo semplicemente mi concentro su alcuni punti focali, come una parte del tratto della  Great Ocean Road, che attraversa il parco di Cape Otway, e quello successivo che si affaccia sui famosi faraglioni di pietra calcarea noti come i Dodici Apostoli: in effetti sopra il pelo dell’acqua al momento ci sono solo otto monoliti e questo è anche il motivo per cui preferisco chiamare questo luogo con il suo nome originale ‘The Sow and Piglets‘ e non con quello ‘acchiappa turisti’ di cui sopra. Tornando al parco di Cape Otway questo è principalmente composto da una foresta, in buona parte di eucalipti, la casa naturale dei koala, che sono ghiottissimi delle loro foglie, e la strada che lo attraversa porta al promontorio dove si trova il faro, uno dei più famosi d’Australia per i tanti naufragi che si sono verificati in queste zone prima della sua costruzione. I koala sono semplicemente spettacolari: noi li abbiamo trovati rannicchiati su alberi relativamente bassi sul ciglio della strada, il che ha permesso scatti ravvicinatissimi. E la cosa interessante è che non erano nemmeno granchè infastiditi dalla nostra presenza. Terminata la Great Ocean Road abbiamo virato verso Cape Jervis: la nostra meta infatti non era Adelaide, o perlomeno non subito, bensì Kangaroo Island, che si trova a largo della costa a sud di questa città, dove ci aspettava il traghetto per raggiungerla. Abbiamo quindi attraversato le valli verdeggianti molto scenografiche, che man mano che ci avvicinavamo alla costa diventavano sempre meno verdi e sembravano quasi ‘bruciate’ già all’inizio di novembre (cioè primavera per questa parte del globo).

Alessandro / GPH